And the winner is

Condividi questo post:

La guerra del digital a colpi di video

Il video-telling subisce un duro colpo e a sferrarlo è Whatsapp.

Snapchat, re dei social nel 2016, invade Instagram e poi Facebook. Solo Whatsapp ferma l’attacco e difende lo stato testuale con scudi d’acciaio.

Sembra una battaglia medievale, e in un certo senso lo è, unica eccezione: a sfidarsi non sono crudeli feudatari ma strumenti di comunicazione digitale.

Come sto? Faccio prima a mostrartelo che a dirtelo

L’idea di Whatsapp era quella di sostituire il tradizionale “stato” con un mini video.

Tutto ciò è assolutamente coerente con quanto accade su Facebook, dove sono da poco arrivate le STORIES. Zuckerberg ha deciso di integrare la comunicazione di milioni di persone, permettendo la condivisione di mini video. L’idea non è particolarmente originale, al contrario, arriva sulla scia del successo di Snapchat dove i video la fanno da padrona.

Whatsapp segue le orme dei Social e a febbraio propone il video status.

10 e lode: reazione al feedback tempestiva

A poche settimane dall’introduzione del video status, Whatsapp fa retromarcia. L’aspetto più interessante è legato all’ascolto degli utenti. Una volta realizzato il disappunto per l’assenza dello stato testuale, la multinazionale americana decide di intervenire e lo fa attraverso un comunicato stampa riportato da TechCrunch: "abbiamo appreso che ai nostri utenti è mancata la possibilità di impostare un aggiornamento di solo testo nel proprio profilo, quindi abbiamo deciso di integrare questa funzione nella sezione 'About' delle impostazioni del profilo. Ora, l'aggiornamento di stato apparirà accanto al nome dell'utente in qualsiasi momento si visualizzino i contatti, come ad esempio durante la creazione di una nuova chat o nelle informazioni sul Gruppo. Allo stesso tempo, stiamo continuando a costruire la nuova divertente e coinvolgente funzione 'Status' che dà alle persone diversi modi per condividere foto, video e GIF con i loro amici e la famiglia durante tutta la giornata".

Come in ogni “story” che si rispetti, c’è una morale!

Inutile dire che Whatsapp esce dalla battaglia impunito: arresta il processo di 'snapchatificazione' (neologismo che sfida i 33 trentini per difficoltà di pronuncia e propone un’integrazione piuttosto che una sostituzione. Senza contare la velocità di risposta alle esigenze del pubblico. Dal punto di vista del marketing, l’americana non sbaglia nulla:

  • risponde a un trend
  • monitora i feedback
  • batte la ritirata proponendo un’integrazione che aumenta il valore percepito.

Se fosse una story, varrebbe la pena concentrarsi sulla morale. Imparare per replicare.